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L'unico disco inciso da Pino Veneziano fu realizzato con il contributo dei "Circoli Ottobre".

Il titolo è quasi una dichiarazione programmatica:

"Lu patruni è suvecchiu"

(Il padrone è di troppo).


fronte CD
retro CD

Le note di copertina sono a cura di Ignazio Buttitta
Le riportiamo di seguito:

Ho qui con me nella mia casa di campagna Pino Veneziano,
cantastorie: ha appena finito di cantare un gruppo di canzoni
incise in un disco prossimo ad uscire. Il successo sarà certo
perché Pino alla potenza della voce aggiunge la forza drammatica.
I testi sono suoi, i motivi musicali pure. Un cantastorie, che fa politica,
e la sublima con la poesia. Il suo discorso è semplice, popolare, ma
convincente; e riesce a farsi capire dai braccianti in maggioranza analfabeti
e semianalfabeti. Gli argomenti sono la verità, cantata da popolano
a popolano, senza inganni. I padroni non sono necessari, le guerre nemmeno;
le case sono necessarie, perché un coniglio senza tana, un uccello senza
nido, sono come i pesci senza mare, dice.

Da ragazzo, ora ha quarant’anni, Pino faceva il guardiano di capre, di vacche;
dormiva in campagna; frequentò la seconda elementare. E’ stato sempre povero,
povero ancora oggi, ma ricco di poesia e d’amore per gli uomini che soffrono.
Un popolano, che fa cultura. Un popolano, che canta la libertà e la
Giustizia, e ve la versa nei cuori con la voce.

Io, se fossi ragazzo, gli porterei la chitarra; lo seguirei ovunque va;
lo sentirei cantare nelle piazze. Vedrei i braccianti commuoversi, entusiasmarsi,
e lui col canto dargli la speranza. La speranza che io, lui, e tutti i lavoratori
aspettano con l’alba di domani, e non più tardi.


(Ignazio Buttitta)



Un contributo di Piero Nissim

Ho conosciuto Pino Veneziano negli anni 72/73, periodo in cui ho vissuto a Palermo occupandomi dell’organizzazione di eventi culturali, teatrali e musicali per i Circoli Ottobre della Sicilia.
Siracusa, le Madonne, Castelbuono, Agrigento, Gela, Partanna  e anche Castelvetrano/Selinunte erano i luoghi dove spesso giravo ad allestire spettacoli, mostre, concerti e proiezioni di film d’autore: gli Area, Pino Masi, la Mostra dei P.I.D. a Cinisi, nel paese di Peppino Impastato, “San Michele aveva un gallo” dei fratelli Taviani, i primi nomi che mi affiorano alla mente. E anche Pino Veneziano, che però conobbi meglio e di cui divenni amico solo più tardi, quando, trasferitomi a Roma a partire  dal ’74, lo chiamai a far parte di uno strano gruppo di teatranti/militanti che girava il Sud Italia sotto il nome di “Teatro Operaio”, un teatro di informazione e di denuncia (oggi si chiamerebbe “Teatro civile”): canzoni, diapositive, brevi filmati, testimonianze locali con i protagonisti a raccontarle sul palco e grandi striscioni illustrativi sulle campagne politiche di allora, aborto, divorzio, referendum; un po’ come facevano i Cantastorie di un tempo.
Pino si unì più tardi alla Compagnia (ci sono passati fra gli altri Alfredo Bandelli, Antonio Giordano, Enzo del Re); qualche dettaglio cronologico mi sfugge (sono passati oltre  30 anni…), ma di sicuro venne con noi in Germania nella primavera del ’76 in una lunga tournée che arrivò con successo fino a Berlino, con uno spettacolo affollatissimo, interviste alla radio e ai giornali locali.
Pino era fra quelli che suscitava più interesse fra il pubblico (fra cui tanti emigrati italiani) per le sue canzoni così forti e immediate e per le sue parole  semplici, che arrivavano subito al cuore… Ricordo come commuoveva sempre tutti quando raccontava della sua esperienza di emigrante e della sua gioia quando, solo e in un paese straniero, vedeva inaspettatamente passare una macchina italiana magari targata Palermo. Cose “piccole” in cui molti si riconoscevano…

La nostra collaborazione (e amicizia) come ho detto si era consolidata prima, a Roma, quando gli proposi di  incidere il suo primo e unico disco “Lu patruni è suvecchiù”, sotto l’etichetta dei Circoli Ottobre, di cui ero allora uno dei responsabili  insieme a Carlo Alberto Bianchi e a Sergio Martin.
Il disco fu prodotto, se non sbaglio, nel 1975.
Ricordo che andammo a registrare i brani al Folkstudio dall’amico Cesaroni. Niente studio, niente consolle dietro il vetro (non c’erano i mezzi…), solo un buon Revox, due microfoni e l’assistenza tecnica di un altro occasionale collaboratore, Mimmo Locasciulli. Pino registrò tutti i pezzi uno dopo l’altro (oggi si direbbe “live”), poi qualche ritocco, qualche  taglio e il “master” era pronto!
Per la riproduzione mi rivolsi ad un altro conoscente, disponibile a dare una mano: Carlo Bixio della famosa casa musicale. Mi sembra si stampò 500 o 1000 copie in tutto e curammo direttamente la copertina e il suo impianto grafico con il disegno e la dedica di Ignazio Buttitta.
Rispetto al costo dell’operazione, cosa contenuta al massimo grazie alle “collaborazioni amiche”, ricordo ancora che chi ci rimise fu proprio Carlo Bixio, al quale non riuscii a dare che un piccolo anticipo. Dalle vendite entrava poco e niente se non quel che Pino ricavava dalle copie vendute occasionalmente “on the road…” e le casse nazionali del Circolo Ottobre erano costantemente in rosso. Debbo dire che Carlo Bixio fu un vero signore (e vero amico) e mai mi chiese il resto del dovuto.

Dopo il 1976 non ho più visto Pino Veneziano anche se mi informavo sempre di lui dall’amico Jojo che per qualche estate ho rivisto in Toscana nel  paese dove risiedo. E probabilmente fu da lui che appresi della morte prima di Tina, la moglie e poi, qualche anno dopo, quella di Pino.
Ho scritto quanto sopra per colmare alcune lacune sulla vita e la biografia di Pino Veneziano.
Anche l’amico Pino Masi, che contribuì in un periodo appena successivo al mio a far conoscere in Italia Pino Veneziano, penso avrebbe altro di interessante da aggiungere. Se vorrà potrà farlo lui, così un altro tassello andrà ad arricchire  il ricordo di un amico, di un Cantastorie senza età, di una voce unica e grande della musica popolare siciliana, appena dopo quelle già grandi di Rosa Balistreri e di Cicciu Busacca.

Piero Nissim

Calci, 6 aprile 2008


Per informazioni e per ottenere il disco integrale, rivolgersi all’Associazione Pino Veneziano
via Bresciana 11 - 91022 Castelvetrano (TP) - Tel. e fax 0924 81583
info@pykaleone.com

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